39

Da timida non ho mai amato molto festeggiare i miei compleanni, ho sempre preferito passarli un po’ sotto silenzio, fare finta di niente specie al lavoro. Oggi però nell’epoca dei social network e di FB in particolare la cosa è praticamente impossibile ecosì ti ritrovi che tutti in ufficio sanno che è il tuo compleanno e ti arrivano gli auguri di persone che praticamente non senti mai .

39 mi fa un po’ effetto perché è l’ultimo anno con il 3 davanti e inevitabilmente ti ritrovi a fare qualche bilancio. Inizi a renderti conto che non sei più una ragazza anche se tu ti senti la stessa cazzona di sempre. Realizzi improvvisamente che il presidente del consiglio ha la tua stessa età, che i calciatori della tua squadra sono tutti più giovani di te (in realtà ci sarebbe sempre Alex Del Piero che gioca ancora anche se in qualche angolo remoto del mondo), che i trentenni di oggi ormai sono nati nell’84 e tu hai sempre considerato quelli nati negli anni ’80 come dei ragazzini, che le figlie adolescenti dei tuoi vicini di casa ti salutano con un “Buongiorno Signora”, che quest’anno sono 20 anni dalla maturità e che come quell’estate ci saranno i mondiali…

E’ il tempo che passa inesorabile… sono i capelli bianchi che spuntano tra una tinta e l’altra, i ricordi che si allungano, la canzone con cui ti sei innamorata che è ormai vecchia di due decenni, tuo figlio che ti canta “tanti auguri” e complotta con suo padre per festeggiarti… e in fondo i bilanci non sono così negativi!!!

Rieccomi qui…

E come in un soffio sono passati i mesi… era estate, stavo per andare in vacanza e ora siamo alle porte dell’inverno, le giornate si sono fatte più brevi, l’aria più freschina (più o meno…)… che dire per scusarmi a parte che davvero non ho tempo? Non ho tempo per nulla, per me stessa, per rilassarmi, per i miei hobby (se mai sono riuscita a coltivarne uno)… cerco facendo i salti mortali a trovare tempo per mio figlio, per giocare con lui, per leggere insieme un libro, o semplicemente per coccolarmelo un po’ perché mi sembra che il tempo passi un attimo e tra poco me lo ritroverò un ragazzino che uscirà con gli amici e sbufferà quando la mamma vorrà abbraciarlo… Rieccomi qui anche se non ci sono novità… il lavoro va sempre più da schifo, senza capo, con tanti capi, senza un ruolo ben preciso, l’unica cosa positiva è che comunque finora ho avuto sempre da fare. Però è veramente brutto venire al lavoro senza stimoli nè prospettive. A volte ho davvero l’impressione di aver buttato nel cesso il mio potenziale, di aver mancato l’occasione di realizzarmi davvero in qualcosa… e così si va avanti, un giorno dopo l’altro aspettarsi niente perché tanto non succederà niente!!!

4 settimane

Ancora un giorno di lavoro e poi mi aspettano 4 settimane di…
bagni di sole e di mare, castelli di sabbia e profumo di crema solare
macchinine, biglie, pistole ad acqua, secchielli, palette e formine
passeggiate, grigliate e zaino in spalla
cappellini, ciabatte e occhiali da sole
infradito, canotte e pantaloncini
zero trucco, zero tacchi, zero computer
sorrisi, baci e abbracci, manine che ti stringono forte 24 ore su 24…
Buone vacanze ci si risente a settembre!!!

social o a-social

Ho cominciato a scrivere questo blog nel lontano agosto 2006, sono passati ben 7 anni… decisamente una delle cose che mi ha accompagnato più a lungo nella mia vita. Ci sono stati alti e bassi, momenti in cui ho scritto tanto e altri pochissimo ma il blog c’è sempre stato. Non ho mai pensato di abbandonarlo o cancellarlo. Ho iniziato a scrivere dopo qualche mese di lettura di alcuni blog della piattaforma messa a disposizione da radio DJ. Era nato un gruppo di persone che non si conoscevano se non virtualmente ma quasi quotidianamente condividevano esperienze, pensieri, pezzi di vita… Di quel gruppo non c’è quasi più nessuno. Tutti hanno cambiato piattaforma, tanti hanno cancellato definitivamente il blog e non scrivono più. A me dispiace veramente tanto… Alcuni dicono: “ci teniamo in contatto su FB”.

A loro vorrei dire che non è la stessa cosa. Il blog è qualcosa di personale, è anonimo ma non ha filtri. Quando scrivo sono io al 100%. Su FB ci sto per carità, ma mi limito, mi censuro, metto solo quello che voglio che appaia. Ho tra i miei contatti colleghi di lavoro, lontani parenti, ex compagni di scuola che non vedo da 20 anni, figurarsi se racconto veramente i fatti miei!!! Perché lo faccio sul blog allora? C’è una componente narcisistica ed esibizionista? Certamente sì, però io ho sempre scritto, diari, pensieri, quaderni. Scrivere è sempre stato una terapia, una valvola di sfogo. Del blog amavo anche il confronto, la curiosità di leggere i commenti che non  sono i “mi piace” buttati a caso di FB!!! Sento dire anche: “uso la parte privata dei social”, ma come dice il nome stesso, i social network per loro natura non sono nati per uno scambio di messaggi privati. Certo ci sono i gruppi chiusi ma credo che uno scambio che si desidera sia solo personale, si possa tranquillamente gestire via e-mail e non servano i social.

Per questo io continuerò a scrivere il blog nel poco tempo libero che ho, quindi per chi vorrà mi trovate sempre qui!!!

Ultimi libri letti

Vorrei ricominciare a parlare di libri. In realtà i primi 2 li ho letti qualche mese fa, il terzo invece di recente.

Eloy Moreno, “Ricomincio da te” (Corbaccio)

Quando la vita va troppo stretta, Quando è a rischio anche l’amore, L’unica soluzione è ricominciare

Un uomo come tanti, una moglie, un figlio piccolo, un impiego in una società di software, i colleghi, la vita scandita dagli orari, la routine che si trasforma in una prigione, dove anche l’amore e gli affetti famigliari diventano giorno dopo giorno una sequenza senza senso di monotoni gesti sempre più aridi… finché quest’uomo si perde e perde tutto: il lavoro, l’amore, la famiglia e allora fugge lontano, alla ricerca di se stesso, della sua infanzia, dei suoi sogni e quello che avrebbe voluto diventare se avesse ascoltato il suo vero io… e quando tutto sembra perduto, scopre che forse ancora una speranza c’è!!! A tratti angosciante e paranoico, l’autore talvolta indugia un po’ troppo nei particolari però arrivando in fondo l’ho rivalutato. Emozionante.

Clara Sanchez, “La voce invisibile del vento” (Garzanti)

Conosci la voce del silenzio? Ti fidi del buio? Ti fidi di te stesso? Devi trovare una risposta, o sarà troppo tardi.

Julia arriva con il marito Felix e il figlioletto Tito di pochi mesi a Las Marinas, località della costa spagnola, dove trascorreranno le vacanze. Ne ha bisogno perché è molto stanca e provata dalla recente maternità, ma appena arrivati a destinazione, accorgendosi di aver dimenticato il latte per il bambino, Julia esce per comperarlo. Ma è scesa la notte e nell’oscurità non è più in grado di ritrovare la strada per tornare da suo marito e da suo figlio. Vaga per le strade di una cittadina sconosciuta che somiglia a un labirinto senza senso e affronta una serie di ostacoli e di disavventure che la metteranno a dura prova. Soprattutto deve fare i conti con un uomo misterioso e affascinante, che forse ha già incontrato nel suo passato e che probabilmente è la chiave per tornare alla sua vita. Nel frattempo il marito non smette di lottare per farla tornare da lui perché Julia in realtà è in coma in un letto di ospedale a seguito di un incidente d’auto… Scritto sapientemente con la doppia visuale alternata del punto di vista di Julia e di quello di Felix, la lettura scorre veloce anche se con ritmo angosciante. Claustrofobico. 

Luca Bianchini, “Io che amo solo te” (Mondadori)

un romanzo sulle gioie segrete, sull’arte di attendere e sulle paure dell’ultimo minuto.

Siamo tutti invitati al matrimonio sfarzoso e kitch di Chiara e Damiano a Polignano a mare, tranne il maestrale che si presenta inaspettato alla vigilia della cerimonia, a portare dubbi e scompiglio a tutti i protagonisti. Un romanzo sull’amore in tutte le sue forme: quello nascosto della mamma della sposa Ninella per il padre dello sposo Mimì, legati da un amore che non ha potuto realizzarsi, quello degli sposi che dovrebbe essere perfetto e invece all’ultimo sembra vacillare, quello adolescenziale della sorella 17enne della sposa che vuole assolutamente perdere 5 chili e la verginità, quello gay del fratello dello sposo che per salvare le apparenze e il buon nome della famiglia si presenta al matrimonio con una finta fidanzata ma finirà per doversi dichiarare. Come in tutti i suoi romanzi, Bianchini ci presenta una esilarante carrellata di personaggi indimenticabili, dalla zia trasferita in Veneto che dice “voi meridionali” al truccatore che minaccia la sposa di non piangere per non rovinare il make up. Leggendolo sembra quasi di risentire le note della vecchia canzone di Sergio Endrigo che dà il titolo al romanzo, che si perdono in una malinconica festa e si confondono col rumore del mare… Corale

Nonni

Avere dei nonni disponibili ad occuparsi dei propri nipotini è indubbiamente una grande fortuna che consente a tante donne come me di lavorare a tempo pieno fuori casa, con l’assoluta certezza di sapere il cucciolo in ottime mani durante la propria assenza.

Soprattutto d’estate quando chiudono scuole e asili, il sostegno dei nonni diventa assolutamente indispensabile. Ed è una fortuna ulteriore quando i nonni offrono anche la possibilità di portare il bimbo fuori città a respirare un po’ di aria buona lontano dal caldo soffocante dell’estate milanese.

Io stessa passavo solitamente un paio di settimane a giugno in Liguria e dai primi di luglio all’inizio della scuola a settembre (tranne le settimane di agosto in cui i miei erano in ferie) al lago con i miei nonni materni. Oggi tocca a mio figlio e io sono assolutamente felice che possa trascorrere un paio di settimane al fresco anche se egoisticamente lo vorrei sempre vicino a me.

Non voglio essere una di quelle mamme iper-protettive e attaccate come cozze ai propri figli, però stamattina salutarlo con un bacio sulla fronte mentre ancora dormiva e non rivederlo fino a venerdì sera, un po’ mi è pesato e mi manca già tantissimo. Mi consolo pensando alle cenette tranquille con il mio maritino, alla tv finalmente libera dai cartoni animati, all’aperitivo mille volte rimandato con gli amici, al lettone tutto per noi due… però non ci posso fare niente, già mi manca!!!

Alcune amiche mi dicono che sono fortunata, che li vorrebbero loro dei nonni disponibili ad occuparsi dei bimbi perché ce ne sono tanti se seppure ancora giovani ed attivi, non se la sentono di impegnarsi tutto il giorno, perché magari hanno già i loro interessi. E così tante famiglie si affanno ad incastrare le settimane come in un tetris tra scuole estive, oratori oppure baby-sitter improvvisate.

Il rovescio della medaglia per me è che lo ritroverò mio figlio ancora più viziato dalla convivenza non-stop coi nonni, probabilmente capriccioso, oppure per reazione a quello che avrà vissuto come un abbandono, mi terrà il muso e ci dirà che non vuole più stare con noi ma solo coi nonni. Lo giuro, l’ha già fatto e anche se ha solo 3 anni e mezzo, ha già capito tante cose.

Voi mamme e non che ne pensate? Nonni sì o nonni no grazie? Approfittare del loro supporto o meglio farne a meno e cercare di organizzarsi diversamente?

le mie estati da bambina

I ricordi più potenti sono scatenati dalle piccole cose: un suono, un profumo, un gesto… mi sono chiesta quali sono i miei ricordi più vivi delle estati vissute da bambina. Piccolo elenco non esaustivo, ma significativo.

Il profumo del gelsomino e dell’oleandro,

l’odore di focaccia ligure e di biscotti all’anice,

il verso dell’upupa e dei grilli,

la sigla del Gazzettino Padano,

la consistenza del ghiaccio della granita del bar della spiaggia,

i viaggi in macchina seduta fra i sedili di papà e mamma,

il mangiacassette in macchina con le canzoni di Baglioni,

la cartina con la copertina verde del Touring,

il cambio del costume nella cabina,

gli ombrellini delle coppe di gelato,

i bigliettini con gli indirizzi degli amici conosciuti in vacanza,

le cartoline,

gli accenti delle altre città,

le luci della sala giochi,

la malinconia della domenica sera e la felicità del venerdì…

quelle che ancora oggi mi porto dietro…